
(Fabbrico (RE), 01 dicembre 2025 – La dodicesima edizione del CT Day, l’evento sul comparto agromeccanico organizzato da Edagricole in collaborazione con Cai Agromec nella sede di Argo Tractors (costruttore Landini e McCormick), ha confermato la sua natura di hub nazionale dell’innovazione agromeccanica. Accanto ai temi politici e istituzionali, la giornata ha portato sul palco aggiornamenti tecnici, nuove normative europee, tecnologie emergenti e linee di sviluppo della meccanizzazione del futuro.
Maria Beatrice Mencacci (Ismea) ha illustrato lo stato dell’arte del Fondo per l’Innovazione, in cui gli agromeccanici hanno avuto un ruolo determinante, chiarendone obiettivi, percentuali di contributo, requisiti d’accesso e tempistiche. Il Fondo – con risorse che sfiorano i 300 milioni negli ultimi tre anni – rappresenta uno strumento di fondamentale importanza per la diffusione di tecnologie digitali, gestione razionale delle risorse, automazione e controllo da remoto.
Alessio Bolognesi (FederUnacoma) ha fornito un quadro chiaro delle nuove regole europee destinate a impattare significativamente sulla progettazione e sull’utilizzo delle macchine agricole. Il Regolamento Macchine (UE 2023/1230) introduce aspetti inediti come sicurezza software, cyber security e gestione del dato, l’Artificial Intelligence Act riguarda i prodotti con sistemi di AI integrati, il Cyber Resilience Act impone che le macchine siano progettate per resistere ad attacchi informatici, il Data Act stabilisce diritti, proprietà e accesso ai dati generati dai prodotti connessi, introducendo il “service switching”. Il quadro normativo comporterà una revisione profonda dei rapporti tra costruttori, utilizzatori e concessionari, garantendo maggiori tutele ai contoterzisti nell’uso dei dati generati dalle macchine.
Paolo Gay (Università di Torino) ha proposto una panoramica sulle principali traiettorie tecnologiche: elettrificazione della trazione e degli attrezzi, macchine smart (aggiornabili via software come gli smartphone), robotica e macchine autonome (settore dalle potenzialità enormi ma ancora limitato da temi di sicurezza e normativa), droni (sempre più utilizzati non solo per il monitoraggio ma anche per distribuzione di sementi, fertilizzanti e – in prospettiva – trattamenti fitosanitari). Gay ha sottolineato come gli agromeccanici saranno tra i principali protagonisti dell’introduzione operativa di queste tecnologie, essendo le figure professionali più idonee a gestire processi complessi e ad alto contenuto digitale.
Il presidente di Cai Agromec, Gianni Dalla Bernardina, intervenendo sul rapporto tra innovazione e sostenibilità economica, ha sottolineato: «I contoterzisti si chiedono: chi pagherà l’innovazione? Come facciamo a mettere a terra tutte queste evoluzioni che si delineano all’orizzonte? Quando parlo di fare squadra, auspico la formazione di una squadra sindacale trasversale, che coinvolga tutte le categorie: costruttori, venditori, agromeccanici. Una squadra che dobbiamo continuare a mantenere unita. Noi agromeccanici, del resto, non siamo i servitori dell’agricoltura: siamo al servizio dell’agricoltura, e questo significa avere dignità operativa ed economica. E l’agromeccanica, in futuro, servirà ancora di più».
Ufficio stampa CAI Agromec,
Marco Pederzoli (tel. 335 6659785
Cai Agromec è l’unione delle associazioni a cui aderiscono le imprese di meccanizzazione agricola (agromeccaniche) che svolgono l’attività del contoterzismo prevalentemente nell’ambito dell’agricoltura, dell’ambiente e del territorio. Oggi, Cai Agromec aggrega circa 15.000 imprese agromeccaniche in tutta Italia, rappresentando circa l’80% delle aziende del settore presenti sul territorio nazionale.



