Intervista Agrapress al Presidente Ramadori

Attivo e propositivo, Silvano Ramadori guida con piglio deciso l’Unima, Unione nazionale di imprese di meccanizzazione agricola. In questa intervista egli illustra l’attivita’ fin qui svolta e i progetti per il futuro.

Da meta' del 2013 lei e' presidente di Unima. Qual e' il suo programma?

Dopo tre mandati come consigliere nazionale, durante i quali credo di aver contribuito in maniera determinante allo sviluppo della politica sindacale e professionale della categoria, sono diventato presidente ed ho inteso dare una svolta all'attivita' dell'organizzazione, con il consenso della base associativa.

In linea generale, sto portando avanti - a mio parere con efficacia ed efficienza -  le azioni che gli organi direttivi hanno valutato come piu' urgenti e necessarie praticando, all'interno dell’Unione, una politica di valorizzazione e di equilibrio territoriale attraverso il coinvolgimento delle varie realta' locali secondo il principio della concertazione. Verso l'esterno, ho riallacciato i rapporti, con l'intento di rafforzarli, con le organizzazioni professionali agricole, le rappresentanze sociali ed economiche, comunque protagoniste dell'attivita' primaria,  senza perdere di vista il necessario coinvolgimento del mondo politico ed istituzionale. In questo ambito ho avviato nuovi e piu' fattivi rapporti di collaborazione e dialogo con i principali esponenti delle commissioni Agricoltura di Camera e Senato.

In questa prospettiva svolgiamo il nostro ruolo istituzionale, da reinterpretare alla luce delle indagini svolte sulla categoria da primarie istituzioni - Istat e Nomisma -, che hanno portato ad attribuire alle imprese agromeccaniche il loro giusto valore nel mutato contesto socio-economico del settore primario, sia con riferimento all'attuale congiuntura sia nel quadro delle azioni e dei programmi portati avanti in ambito comunitario.

Si dice spesso che i contoterzisti sono strategici per l'agricoltura. Pero' si dimentica di inserirli nella programmazione. Come si puo' invertire la rotta?

Negli ultimi anni, molto si e' fatto per il coinvolgimento dei contoterzisti nel "sistema  agricolo", ma  molto resta da fare per ripristinare in chiave moderna il ruolo strategico che i contoterzisti debbono svolgere nel settore primario. il contoterzismo e' lo strumento fondamentale  per il  raggiungimento di uno degli obiettivi chiave della nuova PAC. Per essere piu' espliciti,  e' bene distinguere e rimettere nel "sistema agricolo" il contoterzista con il proprio ruolo, efficacia,  professionalita' e razionalita' economica, obiettivo  ormai indispensabili per la competitivita', quale condizione inderogabile negli indirizzi della nuova politica agricola comunitaria.  Sono fenomeni ed orientamenti che il libero  mercato ha gia' concretizzato:  l'evoluzione del sistema vede - lo indicano anche le statistiche - un  ricorso sempre piu' significativo alla professionalita' delle imprese agromeccaniche.

Se e' vero che il contoterzismo e' divenuto parte integrante del sistema, per quale motivo  non si inserisce l'agromeccanico tra i beneficiari della PAC, specie per quanto attiene alle politiche di sviluppo rurale?  Non dimentichiamo che si tratta di completare un'opera di integrazione gia' avviata  per l'agroindustria, che da tempo beneficia dei fondi comunitari per lo sviluppo agricolo. In tal senso i primi piani di sviluppo che  contemplano esplicitamente l'attivita' agromeccanica sono gia' stati proposti dalle Regioni  Veneto, Marche e Calabria.

Quali vantaggi ne trarrebbe l'agricoltura?

Un contoterzista che venga riconosciuto fra i possibili beneficiari  dei fondi comunitari  non puo' che portare concreti vantaggi all'intero settore primario.  Solo interpretando cosi' il concetto di sistema agricolo integrato possiamo dare un aiuto efficace all'impresa agricola nell'ambito del raggiungimento del  primo obiettivo fissato dalla PAC: la  competitivita'.

Di questo, solo chi ha una visione miope e limitata dell'agricoltura pare non essersi accorto:  forse, azzardo una ipotesi, solo  per interessi di parte?

L'impresa agromeccanica e' agricola o deve rimanere  nel terziario?

Non ci sono differenze funzionali o di mission fra  l'una e l'altra collocazione, anche se l'attuale ordinamento fa delle distinzioni pretestuose, e dico subito il perche'. Il contoterzista che e' anche  titolare di una grande azienda agricola, economicamente prevalente rispetto all'attivita' di servizi, e' un agricoltore,  e come tale usufruisce di tutti i benefici previsti per gli imprenditori agricoli professionali. Il contoterzista titolare di un'azienda agricola, con attivita' non prevalente rispetto a quella di servizi,  rientra nel terziario e viene privato di alcuni benefici, propri del settore agricolo, pur operando al servizio esclusivo dell'agricoltura.

E' facile rendersi conto che si tratta di una distinzione assurda, che pone due imprese con la medesima attivita' su piani diversi, con diverse opportunita' economiche e finanziarie. Entrambi svolgono infatti la propria attivita' di supporto alla produzione agricola, impiegando le macchine agricole in modo razionale, fino a costituire uno dei pilastri dell'economia agricola. Considero tutto cio' un'aberrazione e discriminazione sociale che crea condizioni di grave iniquita', oltre ad innescare pericolosi fenomeni  di concorrenza sleale: perche' qualcuno si ostina ancora - pur essendo in periodo di grave crisi economica e finanziaria - a sostenere queste distinzioni pretestuose, compromettendo un ordinato ed equo sviluppo?

Ci sono novita' sul fronte normativo a proposito dell'inquadramento dell'impresa agromeccanica?

Nella presente legislatura abbiamo avviato un processo di coordinamento fra i diversi disegni di legge presentati nel passato, che avevano percorso  numerose tappe del cammino parlamentare.

Le diverse proposte confluiranno in un unico disegno di legge che terra' conto di tutte le istanze che provengono dalle imprese agromeccaniche, in una logica di inclusione e concertazione, finalizzata all'approvazione di un provvedimento che valorizzi le imprese agromeccaniche professionali, raccordandosi con le norme nazionali e comunitarie.

Il 2015 vedra' la partenza della revisione delle macchine agricole: come la giudica?

Ogni innovazione normativa, in particolare quando ha l'obiettivo di aumentare il grado di sicurezza, necessita di tempi di applicazione sopportabili, accompagnati da una scrupolosa organizzazione dei servizi necessari a consentirne  l'applicazione, senza traumi o difficolta' operative. Resta comunque positivo il giudizio di massima, anche se si dovra' curare - come ci stiamo impegnando a fare - che il nuovo adempimento non comporti aumenti incontrollati dei costi per le imprese interessate. Stiamo inoltre lavorando per la definizione di misure finanziarie di accompagnamento, che permettano alle imprese, gia' duramente provate da un difficile congiuntura, di rispettare i nuovi obblighi con oneri sostenibili.

Si parla sempre di unita' sindacale: quale e' la posizione di Unima?

Unima sta lavorando con la massima attenzione e sollecitudine per incrementare e sostenere la rappresentanza delle imprese agromeccaniche sul territorio. Durante i primi due anni del mio mandato abbiamo ottenuto risultati confortanti, oltre ad avviare un dialogo sempre piu' intenso ed approfondito fra le organizzazioni di rappresentanza del contoterzismo.  In questo campo e' significativa la costituzione di un coordinamento nazionale  attivo e solerte nel venire incontro alle esigenze della categoria.

Il riavvicinamento con Confai e' gia' reale, e ha dato vita alla costituzione del Cai, ne vuole parlare?

Come accennato, insieme a Confai abbiamo dato vita  al CAI-Coordinamento Agromeccanici Italiani, che ha lo scopo di rappresentare unitariamente la categoria di fronte al mondo politico e istituzionale. Il Coordinamento nasce, quindi,  come strumento per rendere piu' incisiva l'azione di Unima e Confai a difesa degli interessi del settore agromeccanico e agricolo: a poco piu' di un anno dalla sua costituzione abbiamo gia' sviluppato numerose iniziative di comune interesse che hanno avuto un positivo riflesso sull'opinione pubblica, sui mezzi di comunicazione  e sul mondo politico e sindacale di settore. L'elaborazione di una comune proposta di legge sulla valorizzazione del ruolo delle imprese agromeccaniche rappresenta gia' oggi un significativo risultato della volonta' condivisa di lavorare insieme per il bene della categoria rappresentata.

Puo' riassumere le principali attivita' svolte nell'anno appena trascorso?

Con molto piacere, e con una punta di orgoglio, le posso segnalare che le attivita' svolte dalla nostra Unione nel 2014 sono state davvero numerose.  Oltre ad aver avviato i lavori per la costituzione di "Unima Giovani", che ha lo scopo di tutelare piu' da vicino, e con mezzi  tecnologicamente piu' avanzati, la nuova generazione di imprenditori, collaboratori e coadiuvanti del settore, al fine di accelerare i processi di innovazione tecnologica e funzionale della categoria, abbiamo  congiuntamente ad altre Istituzioni, incaricato il centro studi di Nomisma – congiuntamente ad altre istituzioni – per l'elaborazione di uno studio specifico e circostanziato sulla categoria, che ha evidenziato l'importanza delle imprese agromeccaniche  nel settore primario, riguardo agli aspetti sociali, tecnici ed economici.

Abbiamo inoltre avviato un positivo confronto con le varie forze impegnate nella filiera della meccanizzazione, riallacciando i rapporti con i fornitori di servizi e mezzi tecnici, attivando specifiche  convenzioni a favore delle imprese associate.

Sul piano interno, abbiamo intensificato l'attivita' di rafforzamento della rappresentanza a livello territoriale, fidelizzando i soci con un ulteriore miglioramento dell'informazione e dei servizi, oltre che con una capillare campagna di tesseramento.

In ambito europeo, abbiamo rinsaldato i rapporti di collaborazione con la nostra Organizzazione – il Ceettar – per un'azione piu' incisiva sulle politiche comunitarie e sull'armonizzazione delle normative nazionali. Quest'azione ci ha portato ad una presenza piu' attiva nei tavoli europei, che ha portato ad un importante riconoscimento della nostra capacita' tecnica e professionale: per la prima volta il massimo  rappresentante dei contoterzisti italiani siede in uno dei piu' importanti Gruppi di Dialogo Civile, quello incaricato di lavorare sull'applicazione della nuova PAC. Un incarico che mi onora, e che svolgero' con il massimo impegno, mettendo in luce gli interessi delle imprese agromeccaniche di tutta Europa, nel dibattito congiunto con la Commissione europea.

 

(27 gennaio 2015)