10/05 da ' il contoterzista' n. 2 -editoriale - Agromeccanici, perno dell'innovazione - n.10/2005

Comunicato n. 

Per il mio primo saluto alla categoria degli agromeccanici dalle colonne del nostro giornale volevo, a quanti non mi conoscono ancora, raccontare brevemente il mio percorso professionale. La mia carriera si è dipanata per buona parte nel mondo dell'industria della meccanica agraria e nell'associazionismo agricolo. Ho iniziato in Lamborghini Trattori, sono approdato alla vicepresidenza di New Holland prima e di Case New Holland Italia poi. Per sei anni, dal 1997 al 2003, ho guidato l'associazione dei costruttori di macchine agricole, Unacoma, e di Eima, ho ricoperto, inoltre, l'incarico di presidente Cema, Comitato europeo macchine agricole, e vice presidente Cuna. Una vita passata, dunque, nell'industria di macchine agricole, ma con un occhio sempre attento a ciò che riguardava il comparto degli utilizzatori e degli agromeccanici in particolare. Per il ruolo di presidente dell'Unima ora non devo, pertanto, mutare completamente impostazione. Le imprese agromeccaniche sono una categoria privilegiata perché rappresentano la punta di diamante nell'introduzione dell'innovazione tecnologia nel settore agricolo. Grazie anche a questo elevato uso di know how, l'agricoltura italiana ha potuto raggiungere i livelli attuali di sviluppo. Un risultato ottenuto prevalentemente con gli sforzi sostenuti dalle singole imprese, per le quali gli aiuti a sostegno di questa fatica sono sempre stati estremamente limitati. L'agromeccanico deve invece poter contare su strumenti agevolativi specifici, non assolutamente in contrapposizione con quelli riservati all'imprenditore agricolo, utili a effettuare gli investimenti vitali per restare al passo con le richieste delle aziende agricole. Costanti rinnovamenti del parco macchine permettono, peraltro, di applicare tariffe competitive, con ricadute positive soprattutto sui prezzi dei prodotti agricoli. La concorrenza sarà il tema con il quale dovremo sempre più fare i conti nel futuro. Saremo, in particolare, chiamati a confrontarci con le economie agricole dei nuovi paesi entrati nell'Ue. Stati che hanno dalla loro bassi costi della manodopera. Noi abbiamo, invece, la carta vincente della tecnologia che, se ben giocata, ci permetterà di superare le inevitabili difficoltà. Come ho affermato il giorno della mia elezione ritengo urgente e necessario partire con pochi, ma ben chiari, obiettivi. Primo tra tutti, rimane quello della tutela e del riconoscimento della importante e fondamentale valenza economica che gli agromeccanici sono capaci dei esprimere. Dobbiamo ora porre l'Unima al centro dell'attenzione del mondo agricolo. Tutto questo lavoro tuttavia non avrebbe senso se, alle spalle, non potessimo disporre di una struttura coesa e funzionante. Perché la categoria possa incidere ed esprimere un maggior peso politico e strategico in seno al settore agricolo è necessario creare un gruppo unitario e forte. Faccio appello, quindi, alla base perché ora più che in passato partecipi attivamente alla vita dell'Unima. Solamente se avremo una squadra, organizzata e compatta, convinta dei traguardi da perseguire e disposta a lottare potremo affrontare i problemi che ci si presenteranno davanti. Aproniano Tassinari

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