
Oggi, 6 ottobre 2026, nella sede del CNEL, Federacma – Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – ha presentato un piano strutturale per la sicurezza in agricoltura coinvolgendo le istituzioni e tutta la filiera agricola, dalle associazioni agricole, alle cooperative e agli agromeccanici, oltre a costruttori e rivenditori.
Dopo un'analisi molto puntuale in cui sono stati presentati i numeri dell'agricoltura italiana sulla meccanizzazione, il numero delle vittime fra gli utilizzatori di mezzi agricoli è e rimane inaccettabilmente elevato, a causa, principalmente, delle tante macchine obsolete, prive dei necessari dispositivi di sicurezza.
Oltre il 70% degli incidenti dovuti a ribaltamento riguarda infatti trattori senza strutture di protezione; poiché in Italia circolano circa 2,15 milioni di trattori, circa 1,2 milioni sarebbero privi di cinture di sicurezza integrate e 670 mila non hanno sistemi anti-ribaltamento.
Il presidente di Federacma Andrea Borio ha sottolineato la necessità di una strategia che tenga insieme prevenzione, rinnovo dei mezzi, controlli, formazione e sostenibilità economica per le imprese, con anche la strutturazione di una rete qualificata di officine.
Queste possono rendere operativo il sistema delle revisioni presentando una proposta concreta con un investimento in sicurezza di 70 milioni l'anno dal 2027 al 2031 per la rottamazione e 25 milioni l'anno per cinque anni per l'adeguamento dei mezzi recuperabili.
Queste risorse sarebbero un ottimo investimento perché sarebbero enormemente meno rispetto ai costi sociali ed economici che la situazione attuale comporta.
Vari sono stati gli interventi che hanno arricchito questo importante incontro e fra questi quello di CAI Agromec – con il vicepresidente Michele Pedriali – che ha evidenziato come sia indispensabile una strategia coordinata e concreta sullo stato della sicurezza della meccanizzazione.
Ci vogliono innanzi tutto regole chiare, una formazione reale e concreta, incentivi per la rottamazione dei mezzi e criteri di distribuzione trasparenti – ha aggiunto Pedriali – e gli agromeccanici sono parte della soluzione perché sono la punta avanzata della sicurezza per l'utilizzo di macchine nuove e innovative. Per effetto della rapida rotazione e sostituzione delle macchine, quelle che vengono immesse come usato nel mercato sono comunque in regola con gli standard di sicurezza.
Gli agromeccanici sono una soluzione per le aziende agricole meno strutturate che possono evitare l'utilizzo di macchine e attrezzature inadeguate, attraverso l'affidamento dei servizi agricoli ai contoterzisti, oltre per la sostenibilità economica delle operazioni colturali a fronte del costo del rinnovo del parco macchine, ha concluso Pedriali.
Ufficio Stampa CAI Agrome
CAI Agromec è l’unione delle associazioni a cui aderiscono le imprese di meccanizzazione agricola (agromeccaniche) che svolgono l'attività del contoterzismo prevalentemente nell’ambito dell’agricoltura, dell’ambiente e del territorio. Oggi, CAI Agromec aggrega circa 15.000 imprese agromeccaniche in tutta Italia, rappresentando circa l’80% delle aziende del settore presenti sul territorio nazionale.



